top of page

Battuta: Innovazione tecnologica e tradizione, scontro o incontro?

18 Aprile ore 21:00 - Zoom Call - Secondo appuntamento di B.Cloud. I Tavoli virtuali della condivisione.


Battuta: Innovazione tecnologica e tradizione, scontro o incontro?

A questa domanda risponderemo insieme con la modalità ormai brevettata con successo nella serata del 18 Aprile durante il secondo appuntamento di B.Cloud. Ma in attesa di sentire le opinioni dei partecipanti qualche considerazione e spunto utile.


Con riferimento alla battuta, che cosa ci dà la tecnologia veramente?

Alcuni diranno tutto, alcuni diranno niente, io dico dipende.

Innanzi tutto cerchiamo di definire che tipo di tecnologia abbiamo a disposizioni oggi giorno dividendola in due tipi

  1. Tecnologia che ci permette di vedere meglio quello che sta succedendo durante il gesto atletico della battuta

  2. Tecnologia che ci permette di giudicare in maniera inequivocabile la qualità del risultato del gesto atletico

Cerchiamo di approfondire entrambe le tipologie partendo dalla prima.

Mi riferisco ovviamente a telecamere e software vari che ci permettono di analizzare il gesto atletico. Penso che oggi giorno non ci sia alcun dubbio che è molto facile, ed estremamente pratico, accedere a questo tipo di tecnologia. Basta un telefonino e neppure di ultima generazione.


Quanto affidabili sono le informazioni che otteniamo? La mia risposta a questa domanda è: non molto affidabili.

Bisogna considerare la prospettiva da cui riprendiamo il gesto, il momento in cui abbiamo fatto la ripresa video e soprattutto le circostanze: battere contro una macchina lancia-palle, contro l’allenatore che tira BP o un lanciatore vero in partita, sono circostanze che possono influire sul gesto atletico. Ma soprattutto, il giudizio del gesto atletico resta altamente soggettivo: “secondo me….”


Che vantaggi offre questa tecnologia? Sicuramente riusciamo a vedere cose che ad occhio nudo sono obbiettivamente difficili da cogliere, e soprattutto se sappiamo cosa e quando guardare, possiamo arrivare veramente alla fonte di tendenze e problemi che vogliamo risolvere. Questo tipo di informazioni sono anche utili per spiegare al nostro atleta su cosa vogliamo lavorare.

Che pericoli sono intrinseci di questa tecnologia? Il primo problema che vedo è l’eccesiva tendenza a focalizzarsi sull’errore, fare video su video in cui si stigmatizza solo l’aspetto negativo di un gesto può essere controproduttivo. L’altro pericolo che vedo deriva più dalla facilità di accesso a questa tecnologia: vedere atleti che si fanno filmare in continuazione o che ricorrono ad essa dopo ogni turno di BP non proprio perfetto, credo distolga molto dall’obbiettivo, il rischio è quello di entrare in un ciclo che viene definito paralysis by analysis

Dove si colloca la tradizione in relazione a questo tipo di tecnologia? Direi ovunque, come ribadito prima, alla fine si tratta di un tipo di informazione altamente soggettiva, siamo noi ad interpretare arbitrariamente il risultato, sia in termini di qualità del gesto tecnico che nella valutazione delle circostanze, il lancio era buono? Il timing era corretto? La battuta che stiamo analizzando era qualitativamente valida?


Abbiamo veramente bisogno di questa tecnologia? Assolutamente si! I falsi miti, che possono anche essere chiamati insegnamenti sbagliati, per anni divulgati come verità, non si basavano altro che su “sensazioni” di atleti di successo. La tecnologia in oggetto, insieme ad altre conoscenze, ci hanno permesso di capire cosa veramente succede durante uno swing e non cosa pensiamo stia succedendo. Semplicemente, il nostro occhio non può vedere tutto, ma con una telecamera possiamo vedere molto di più.


Passiamo ora al secondo tipo di tecnologia, quella di tipo metrico.

In questo caso mi riferisco ai vari Launch monitor che ci forniscono dei valori inequivocabili sulla qualità del risultato di una battuta. Ho lavorato con un po’ tutti questi sistemi, parliamo di Rapsodo Hitting, Trackman, HitTrax, ma anche una semplice radar gun può rientrare in questa categoria.

Quindi mi sento autorizzato ad estendere le mie riflessioni a tutti questi sistemi.

Quanto affidabili sono le informazioni che riceviamo? Posso dire che il tipo di dati che otteniamo in questo caso sono molto affidabili. Non vengono lasciati molti dubbi o interpretazioni, se una pallina esce dalla mazza con una certa velocità, angolo e spin, è una buona battuta, punto!


Che vantaggi offre questa tecnologia? I vantaggi sono innumerevoli, grazie ad essa possiamo raccogliere una enorme quantità di dati in tempi rapidissimi, possiamo avere un quadro preciso delle tendenze di ogni giocatore. Tutto questo ci permette di sapere su cosa dobbiamo lavorare. Attenzione però, non ci dicono assolutamente come lavorare su quel “qualchecosa”.

Un ulteriore vantaggio di questa tecnologia è la possibilità di creare allenamenti nuovi, in cui lo stimolo viene dal raggiungimento di un risultato immediatamente quantificabile e valutabile. Gare di exit velo, gare su una location, quanti contatti pieni riesco a fare in un dato numero di swing, etc.


Che pericoli sono intrinseci in questa tecnologia? Confusione, confusione ed ancora confusione. Mi spiego… il volume di informazioni che ci vengono riversate addosso potrebbe essere frastornante e contradditorio a dir poco. I dati richiedono veramente tanto tempo per essere analizzati in maniera corretta, e nonostante tutto potrebbero essere smentiti da una successiva onda di dati.

Per mettere il tutto in prospettiva, ho letto un articolo in cui si diceva che attualmente il lavoro dell’hitting coach in MLB è quello che in media dura di meno (si parla anche di tre hitting coach cambiati all’anno). L’analitica in MLB è presa molto seriamente, ed è relativamente semplice, tramite i dati, convincere i GM che la tua idea è quella vincente, ma è altrettanto facile venir smentiti dai risultati o dal prossimo hitting coach di turno con una idea affascinante.


Dove si colloca la tradizione in relazione a questa tecnologia? Come detto prima questi sistemi ci dicono il “cosa”, abbiamo sempre bisogno di un tecnico esperto e, passatemi il termine, “tradizionalista” che sappia “come” intervenire.


Abbiamo veramente bisogno di questa tecnologia? In questo caso devo dire che non la classificherei come indispensabile, ma molto utile.

All’aperto, un occhio esperto è in grado di valutare la qualità del risultato, e magari un tecnico molto pignolo potrebbe anche immaginarsi di raccogliere in maniera analitica valutazioni costanti ed esaustive su innumerevoli allenamenti (non voglio immaginare la mole di lavoro necessaria).

Questi strumenti sono veramente utili quando lavoriamo indoor in off season. Se siamo fortunati in inverno abbiamo un tunnel di battuta, sfido chiunque a riconoscere veramente la reale qualità di una battuta all’interno di un tunnel. Vi faccio un esempio, per anni ed anni abbiamo catalogato una linea che arriva tesa alla parte alta del fondo del tunnel come una ottima battuta, ebbene, dati alla mano quella battuta non è altro che una battuta ad un rimbalzo per un interno.

Se consideriamo che siamo relegati al chiuso in media da novembre a marzo, e che la maggior parte delle modifiche ad uno swing vengono fatte in off season, direi che fare un buon lavoro in questi mesi non sarebbe niente male.


Possiamo unire i due tipi di tecnologia? E se sì come?

Una tecnologia ci permette di vedere meglio, l’altra ci permette di valutare meglio, diciamo che vorrei prendere due swing che hanno prodotto dei risultati buoni ma uno dei due ha prodotto “numeri” marginalmente migliori dell’altro.

Quale è la prima cosa che vorrei capire? Che cosa è stato fatto di diverso tra uno e l’altro swing.

Perfetto, ho i dati metrici delle due battute ed ho anche i video dei due swing, ho tutto quello che mi serve? No, perché il video, come abbiamo detto, si basa sempre su un’analisi soggettiva del gesto atletico.

Ma allora non c’è soluzione? Ebbene la tecnologia si sta spingendo a livelli tali che una soluzione potrebbe esserci, si tratta di analisi vettoriale 3d senza marker. In pratica da un semplice video, senza bisogno di applicare marcatori riflettenti o tutine improbabili, si riesce ad ottenere una analisi vettoriale 3d del movimento, metto una foto per capirci meglio:



Dati vettoriali che ci restituiscono un grafico dettagliato ed inequivocabile di come le varie parti del nostro corpo si sono mosse, sia individualmente che in relazione l’una tra l’altra. Il tutto nel giro di uno o due minuti.


Se sovrappongo il grafico della battuta buona con quello della battuta eccellente posso capire in maniere oggettiva che cosa è stato fatto di differente, il “secondo me” a questo punto sparisce.

Quindi? Mi sento di dire che la tecnologia e la tradizione devono incontrarsi, senza l’una l’altra diventa inutile, perfino abbinando dati metrici con analisi video vettoriale 3d, che bei paroloni eh!! Ci sarà sempre bisogno del tecnico esperto, curioso, che vuole sperimentare, e che si basa anche sulle esperienze, quindi tradizionalista. La tecnologia ci può dire “cosa”, e in qualche caso anche il “come”, ma trovare il modo per trasmetterlo e per allenarlo, resta prerogativa del tecnico, che deve saper trovare ed in qualche caso inventarsi la soluzione.


Partendo da queste considerazioni il 18 aprile ci confronteremo di nuovo insieme ad altri coach e dirigenti. Vuoi partecipare? Iscriviti compilando un semplice formulario on line. Clicca qui ogni opinione, idea o domanda saranno benvenuti. Ti aspettiamo su zoom!


143 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
bottom of page